25 Marzo
È ufficiale: la Sardegna sperimenterà il
digitale terrestre. La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri. L'ufficio
stampa della Regione tiene a precisare che gli incontri del Governatore Soru con
il ministro Maurizio Gasparri, (Ministro delle Comunicazioni), con il
sottosegretario Giuseppe Fioroni e con Guido Salerno, direttore dell'Istituto
Bordoni, risalgono ad alcuni giorni fa. 500.000 famiglie sarde riceveranno il
decoder ed il finanziamento, a cui la Regione parteciperà solo marginalmente, si
aggirerà intorno ai 50 milioni di euro.
CAGLIARI - La Regione Sarda sperimenterà il digitale terrestre, grazie
alla collaborazione con il ministero delle Comunicazioni. La comunicazione è
avvenuta nei giorni scorsi in occasione dell'incontro del governatore Soru che
ha indicato nelle regioni Sardegna e Val d'Aosta le più adatteper la
sperimentazione utile a favorire il passaggio dalla tv analogica a quella
digitale, entro il 31 dicembre del 2006. I motivi sono riconducibili alla
scarsità della popolazione in entrambe le regioni e al conseguente numero
limitato di decoder che lo Stato dovrebbe finanziare, poi trattandosi di
territori isolati, la modifica delle reti di trasmissione non causerebbe alcun
fastidio alle regioni vicine. Un nuovo incontro - informa l'ufficio stampa della
Giunta - è in programma per la prossima settimana, per puntualizzare i termini
della collaborazione fra Stato e Regione. Due settimane fa il ministero chiese
alla Regione di approfondire la questione della fattibilità tecnica
dell'operazione e di collaborare per il co-finanziamento dell'acquisto dei
decoder per circa 500.000 famiglie sarde. Nei giorni scorsi Soru ha dato la
disponibilità.
La notizia del via libera alla sperimentazione del digitale terrestre nell'isola
arriva dopo che nella serata di ieri il centro destra ha presentato una mozione
urgente perché la Regione accelerasse i tempi per sperimentare su tutto il
territorio regionale il digitale terrestre, per dare una spinta decisiva al
progetto di E-Government e la sua evoluzione verso il T-Government.
Perchè si arrivi al digitale occorrerà disattivare le trasmissioni con la
tecnologia attuale, possibile solo quando tutte le famiglie sarde avranno a
disposizione il decoder, per evitare che restino senza il segnale tv. A tal fine
dovranno essere distribuiti 500.000 decoder. Il finanziamento si aggira intorno
ai 50 milioni di euro, e la Regione potrà contribuire solo in minima parte. Le
reti televisive terrestri si mostrano interessate al passaggio al digitale, in
questa maniera potranno offrire programmi televisivi a pagamento come del resto
Mediaset sta già facendo con le partite di calcio, in concorrenza con Sky. I
cittadini potranno contare sulla pluralità nell' offerta e avranno la
possibilità' di utilizzare servizi interattivi. La televisione digitale è in
grado non solo di ricevere segnali tv ma di interagire con l'utente attraverso
il decoder collegato alla rete telefonica e a Internet. Saranno offerti anche i
servizi che consentiranno di accedere ai servizi della pubblica amministrazione.
Dall'ufficio stampa della regione si sottolinea che la Regione, appunto, mostra
il suo interesse ad avviare la sperimentazione del digitale terrestre nell'
isola per offrire un servizio migliore ai propri cittadini e per favorire la
nascita di imprese che si specializzino in anticipo nell'offerta di servizi di
tv digitale che più tardi potranno essere trasferiti su scala nazionale. Ad
aprile la Sardegna ospiterà un convegno internazionale organizzato dal ministero
delle Telecomunicazioni sulla materia del digitale terrestre, e la regione, ha
sottolineato Renato Soru, porterà il suo contributo di idee.
[fonte: sardegna oggi]