25 Marzo
Una mozione urgente per per sperimentare su
tutto il territorio regionale il sistema digitale terrestre per imprimere
un'accelerazione nel progetto di E-government e la su evoluzione verso il
T-government è stata presentata questa sera dal centrodestra in Consiglio
regionale. La minoranza accusa, pur non nominandolo direttamente, il presidente
della Regione, Renato Soru, di palese conflitto di interessi in questa materia e
chiede le ragioni che hanno portato a non partecipare al primo bando per la
sperimentazione del sistema digitale terrestre promosso dal governo nazionale.
Un regione digitale nella quale tutti i
cittadini, non solo chi possiede un personal computer, possano usufruire dei
vari servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, è l'auspicio
dei Consiglieri regionali di centrodestra, che hanno presentato una mozione
urgente sullo sviluppo della società dell'informazione. “E' un documento senza
spunti polemici – dice il leader di Forza Italia, Mauro Pili – una sfida da
lanciare alla Sardegna perchè la Pubblica Amministrazione entri nelle case di
tutti coloro che hanno la Tv. Una Pubblica Amministrazione interattiva che,
secondo i programmi dell'Unione Europea, non arriva più attraverso internet ma
attraverso la tv digitale terrestre”.
Un chiaro riferimento al blocco del progetto della Regione, datato 2002 e
predisposto dalla Giunta guidata appunto dallo stesso Pili, che prevedeva 70
milioni di euro per la società dell'informazione. A questo il centrodestra
oppone la proposta che la Regione acquisti, con l'aiuto dello Stato, 300-400
mila decoder digitali per darli ai sardi. Anche i tempi per una eventuale
modifica del bando per il Piano Strategico che ha avuto il via libera della
Commissione UE, secondo la minoranza in consiglio regionale, vorrebbe dire
perdere quei soldi che erano stati sbloccati a suo tempo nella parte del 70%.
“Se, invece, vi sono già dei progetti – afferm ancora Pili – vuol dire che si
perseguono obiettivi già acclarati e ben individuati. Ecco perchè deve essere il
Consiglio Regionale a fare questa scelta – dice con forza l'ex presidente della
Regione – Non la può fare chi ha quotidianamente un incontro di pugilato con i
propri interessi. Siamo l'unica regione a Statuto Speciale e del Mezzogiorno a
non aver partecipato al bando di sperimentazione del Digitale Terrestre perchè
si decide di puntare su internet al posto del ventaglio di possibilità della tv
digitale”. Secondo il centrodestra una legge sul conflitto di interessi è
quantomai tardiva e sarebbe come “mettere la volpe a fare da guardia al
pollaio”.
Nel documento presentato oggi il centrodestra chiede che la Regione avanzi
ufficialmente la propria candidatura per sperimentare su tutto il territorio
regionale il sistema digitale terrestre per imprimere un'accelerazione nel
progetto di E-government e la su evoluzione verso il T-government. Inoltre la
minoranza propone che la Giunta regionale avanzi questa candidatura al governo
nazionale entro il mese di marzo “per evitare di barattare la Sardegna – afferma
Mauro Pili – prescindendo da altre partite in gioco”. Oltre a questo la mozione
impegna la Giunta a presentare un piano d'azione con la calendarizzazione degli
obiettivi per il piano strategico della società dell'informazione, illustri in
Aula l'attuazione del progetto di Regione Digitale e rappresenti quale siano
state le ragioni della mancata partecipazione della Sardegna al primo bando per
la sperimentazione del sistema digitale terrestre promosso dal governo
nazionale.
[fonte: sardegnaogginews.it]