24 Marzo
No comment da parte del premier Silvio
Berlusconi. Il Presidente del Consiglio si è astenuto dal commentare la notizia
dell'avviso di garanzia per corruzione, ricevuto nell'ambito dell'inchiesta
milanese su presunti fondi neri Mediaset.
“Per amor di patria no, ho detto che non commento" ha risposto ai cronisti che
lo aspettavano all'uscita dell'hotel Conrad di Bruxelles, dove partecipa al
Consiglio europeo, "io non commento fatti giudiziari, ma gli italiani hanno
capito benissimo".
Il premier ha peraltro smentito di aver parlato di "giustizia a orologeria" come
riportato da alcuni quotidiani: "trovo sui giornali virgolettati che non ho
pronunciato" ha detto Berlusconi.
Tagliente, invece, il commento del presidente Mediaset, Fedele Confalonieri. “E'
la solita storia. Un evidente riferimento elettorale di certa magistratura”, ha
detto questa mattina, a margine della conferenza stampa per la presentazione del
bilancio 2004, riferendosi alla nuova indagine a carico del premier.
Confalonieri ha osservato che “ora la politica si fa con tutti i mezzi e c’è chi
usa anche la magistratura. Io ho letto sui giornali dell'inchiesta ma non ho
capito dove ci siano i reati. Ho capito solo quale sia la finalità politica di
questa operazione giudiziaria”.
''Mediaset viene normalmente associata alla figura di Silvio Berlusconi,
fondatore di questa impresa. Berlusconi è l'azionista di riferimento ma è in
qualificata e numerosa compagnia”, ha poi sottolineato il presidente Mediaset,
ricordando che la composizione azionaria vede “258 mila azionisti, di cui 250
mila risparmiatori italiani per una quota del 5,3% del capitale. Un ulteriore
10% è in mano a investitori istituzionali italiani, mentre il 26,4% di Mediaset
è in mano ad azionisti inglesi e americani”.
Nell’occasione della conferenza stampa, Confalonieri ha anche fatto riferimento
alla recente decisione dell’Antitrust di sanzionare Mediaset per aver superato i
limiti stabiliti dalla legge nella raccolta pubblicitaria per il settore
televisivo.
“E’ una sanzione iniqua e non fondata giuridicamente”, ha commentato il
presidente, annunciando che la società “ha già pronto il ricorso ed è molto
fiduciosa, perché se ha superato una soglia l'ha fatto attraverso la crescita
spontanea”.
Intanto, per quanto riguarda i dati finanziari del gruppo, Pier Silvio
Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, ha detto stamani agli analisti: “Gli
elementi in nostro possesso ci permettono di dire che anche il 2005 sarà ottimo
come risultati”. Dopo aver illustrato i dati di ascolto delle tre reti
televisive nel 2004, Pier Silvio Berlusconi ha sottolineato che gli ascolti
nelle 24 ore delle reti Mediaset sono sempre maggiori agli ascolti Rai, e in
particolare sul target commerciale che ha regolarmente un punto di vantaggio
sulla Rai. Inoltre i dati relativi alla primavera 2005 segnalano che la forbice
si sta allargando. Secondo le rilevazioni che arrivano al 12 marzo di quest'anno,
la audience in prime time è del 43,8% per la Rai e del 44% per Mediaset rispetto
agli individuali, mentre per quanto riguarda il target commerciale (15/64 anni
di età) la audience Rai è del 41,3% contro il 45,9% di Mediaset.
Il fenomeno si è accentuato nel periodo febbraio-marzo, con riferimento al
target commerciale, che conta una audience del 38,3% per la Rai e del 49,1% per
Mediaset.
“In futuro - ha detto Pier Silvio Berlusconi - non pensiamo ad una ulteriore
crescita di fatturato ma vogliamo concentrarci su attività con un margine di
redditività più alto”.
Riguardo ai contenuti verrà dato particolare impulso ai programmi inediti ed
alla produzione. Nel febbraio 2005 la Rai ha programmato 29 serate di programmi
inediti contro 43 serate di Mediaset, e il gruppo intende andare sempre di più
in questa direzione perché i programmi auto-prodotti sono un punto di forza e di
competitività.
“Nel 2004 siamo già al 66% su tre reti di produzione originale e al 34% di
diritti acquistati”, ha detto Berlusconi Jr. Gran parte delle altre televisioni
vivono di diritti di library, ma il confronto tra i costi e il relativo
potenziale pubblicitario sono a favore delle fiction e dei programmi di
intrattenimento rispetto alla Champion League e ai film. ''Nonostante un
palinsesto così ricco - ha concluso Pier Silvio Berlusconi - la crescita dei
costi totali Tv sarà circa del 2,5% nel 2005, quindi in linea con
l'inflazione''.
Il vicepresidente Mediaset si è poi soffermato sui ricavi che attualmente
vengono generati con il servizio Mediaset Premium, che raggruppa l'offerta a
pagamento nel digitale terreste. Rispetto all’1,2 milioni di card pay-per-view
vendute, 350mila sono state vendute a 9 euro e tutte le altre a 18 euro, mentre
al "massimo in due settimane", ha spiegato, saranno vendute le altre 400mila che
sono in distribuzione e sono già state prenotate e riguardano i servizi a 18
euro per scheda.
Le carte prepagate consentono agli acquirenti di vedere le partite di nove
squadre del campionato di calcio italiano sulla Tv digitale terrestre.
"Possiamo pensare che già quest'anno raggiungeremo il breakeven - ha spiegato -
è una speranza, ma non così difficile da raggiungere".
Mediaset stima in 20 milioni di euro i costi necessari per portare a fine anno
dal 65 all'80% la copertura del digitale terrestre. "Probabilmente supereremo
l'80% a fine anno", ha detto Berlusconi Jr.
I costi per la digitalizzazione di Home Shopping Europe, recentemente acquisita,
sono stati indicati in 30 milioni di euro.
Visti i buoni risultati si potrebbe raggiungere il pareggio nel digitale
terrestre gi alla fine del 2005, visto anche che Mediaset ha appena rinnovato i
diritti in esclusiva per la moto mondiale a partire dal 2007 per 3 anni,
rinnovabili per altri 2, per un totale di 5 anni.
Inoltre, Mediaset si è assicurata una prelazione per i diritti del calcio a
partire dal 2007 non solo sul digitale terrestre ma anche sul satellitare, sul
cable e sull'Adsl. L'investimento totale, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi,
sarà pari a meno dell'1% della capitalizzazione di mercato di Mediaset.
“La pay-per-view - ha detto Pier Silvio Berlusconi - è il miglior strumento di
diffusione del digitale terrestre ed in futuro sarà la piattaforma di tutta la
nostra televisione”.
Intanto ieri, il Cda di Mediaset ha approvato il progetto di bilancio di
esercizio e ha esaminato il bilancio consolidato del gruppo al 31 dicembre 2004.
L’esercizio registra i migliori risultati economico finanziari conseguiti dalla
società dal 1996, anno della quotazione in Borsa.
Come spiega Mediaset, tali risultati sono stati ottenuti grazie all’ottimo
andamento delle attività televisive di Mediaset e Telecinco nei due mercati di
riferimento (Italia e Spagna).
In Italia, in particolare, i ricavi pubblicitari televisivi di Publitalia 80
sulle tre reti Mediaset sono cresciuti del 9,1% raggiungendo i 2.869,1 milioni
di euro rispetto ai 2.630,4 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno
precedente.
Continua, quindi, la crescita della raccolta pubblicitaria che prevede un segno
positivo anche per il prossimo mese di aprile. La conferma viene
dall'amministratore delegato Giuliano Adreani, che si è detto ottimista:
''Probabilmente chiuderemo in positivo anche i primi tre mesi del 2005, periodo
che consideravamo particolarmente difficile, e già ad aprile la raccolta sta
aumentando considerevolmente”
Mediaset conta di registrare nel 2005 una crescita della raccolta superiore al
5%. “Io spero di far meglio”, ha comunque commentato Adreani.
Anche in Spagna il Gruppo Telecinco ha conseguito nel 2004 ottimi risultati.
In particolare la concessionaria del gruppo, Publiespana, registra una crescita
della raccolta pubblicitaria del 20,8% rispetto al 2003. Si tratta di un
risultato sensibilmente superiore sia rispetto all’incremento del mercato
complessivo (+10,4%) che di quello televisivo (+15%).
Sotto il profilo degli ascolti, Telecinco rafforza l’indiscusso primato sul
target commerciale con una share del 25,2%.
“Con la probabile crescita dei risultati, potrebbe aumentare, per l'esercizio
2005, anche il dividendo Mediaset”, ha commentato stamani il direttore
finanziario Marco Giordani, rispondendo agli analisti.
"I risultati sicuramente potrebbero crescere e quindi anche il dividendo, anche
se non abbiamo una politica di payout", ha detto Giordani.
Ieri Mediaset ha annunciato che sull'esercizio 2004 proporrà una cedola di 0,38
euro per azione, in crescita del 65%.
E l’espansione su altri mercati?
Per quel che riguarda gli investimenti all’estero, Mediaset continua a guardarsi
intorno per eventuali acquisizioni che le consentano di espandersi sul piano
internazionale, ma al momento “le opportunità sono tutte nel cassetto e non vi è
niente di concreto”, ha detto Confalonieri, spiegando che “…la Francia è
off-limits. La Germania potrebbe essere, anche a fronte della presenza di fondi
di private equity nelle ex Tv di Kirch, ma la situazione è delicata”.
[fonte: key4biz]