22 Marzo

 

Il digitale terrestre sta cambiando il volto del sistema televisivo. Le altre tv nazionali, che per anni hanno fatto da contorno al duopolio, vengono acquisite una ad una. Dopo Rete A e Home Shopping Europe, la prossima potrebbe essere Telemarket: gli emissari di un grande gruppo della comunicazione sono usciti con centinaia di fotocopie dalla sede della tv di Giorgio Corbelli. Rai e Mediaset hanno due multiplex a testa. I principali concorrenti devono adeguarsi. L'Espresso, intanto, ha ricevuto l'autorizzazione per Rete A.
Obiettivo digitale. L'obiettivo prioritario di tali acquisizioni è di avere le frequenze per gestire un multiplex digitale con cinque-sei canali interattivi. Le analogie finiscono qui. Tre emittenti analogiche che raggiungono il 98% della popolazione danno a Mediaset un vantaggio senza pari sul mercato. Nel breve termine per la promozione dell'offerta digitale. Nel medio-lungo termine - quando (non a fine 2006) le attuali emittenti analogiche si convertiranno in altrettanti multiplex digitali - considerando i canali a disposizione (pari al 60% della banda). Mediaset dovrebbe utilizzare le nuove frequenze più per la pay che per la tv free, una volta ottenuta l'autorizzazione. L'Antitrust l'ha data alla Rai per due multiplex: sarà difficile negarla a Mediaset (che, comunque, ha preferito attendere l'uscita di Tesauro). I canali digitali gratuiti sono meno convenienti perché l'Autorità per le comunicazioni ha imposto al gruppo commerciale il limite del 12% orario per la pubblicità.
Frequenze dispari. La realtà del mercato delle frequenze, a sua volta, è ben diversa. Secondo l'indagine conoscitiva dell'Antitrust presieduta da Giuseppe Tesauro, nel 2004 Rete A ne aveva 172. Home Shopping cento in più, 274. Mediaset ha 4.712 frequenze analogiche più quelle digitali acquisite per il primo multiplex. Telecom ne ha 1.106 più quelle del multiplex. Telemarket è accreditata di 188 frequenze. L'editore che entri sul mercato acquisendo una tv nazionale deve acquisire le frequenze per aumentare la copertura (nessun altro ha il 98%) e convertire la rete al digitale. Il costo delle frequenze vendute dalle tv locali è triplicato: da meno di un euro a persona raggiunta a circa tre euro.
Per fare una rete, oggi, ci vogliono circa un centinaio di milioni. Quanto acquisire una tv nazionale, più o meno. Rai, Mediaset e Telecom hanno speso meno e questo è un ulteriore vantaggio. Comprata la banda, servono i diritti: quelli che valgono, costano cari.
Rete Quarta? No. In teoria, la Gasparri, al contrario della Maccanico, consente a Mediaset (Autorità permettendo) di controllare una quarta rete analogica terrestre, unico editore tv in Europa e forse nel mondo. Il totale dei suoi canali deve rientrare nel limite del 20% di quelli analogici e digitali (che nessuno ha calcolato). Cambiare tipologia di programmazione, da televendite a tv commerciale, non sarebbe un problema: una pay tv terrestre, l'ex Tele+ Bianco, è potuta diventare Sportitalia, tv in chiaro, grazie a una presa d'atto del ministero delle Comunicazioni nonostante il regolamento sulle concessioni dell'Autorità per le comunicazioni. Tuttavia, Home Shopping, che uscirà dal multiplex di Telecom, prepara da tempo la completa conversione al digitale. È probabile che il giorno dopo aver ricevuto l'autorizzazione, il canale sparirà davvero dagli schermi televisivi, come promesso. Resta da vedere se nel secondo multiplex di Mediaset, oltre alla pay, ci sarà anche il teleshopping. L'interesse del gruppo c'è: da tempo ha stretto una joint venture proprio con l'Hse di Ubaldo Livolsi per trasmettere "finestre" di televendita sulle proprie tv con il marchio Media Shopping. Mediaset sta attenta a non lanciare canali che tolgano audience alle reti analogiche: lo shopping va meglio, ad esempio, della fiction.

[fonte: ilsole24ore]