17 Marzo
La Francia dovrà risolvere immediatamente alcuni
problemi di ricezione del segnale analogico per non creare problema alla Tv
digitale terrestre (TDT).
Dominique Baudis, presidente del Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA), ha
dichiarato quest’oggi che “bisogna trovare i modi” per eliminare “le zone
d’ombra” che impediscono la ricezione di alcuni canali televisivi analogici.
Baudis, presente a una trasmissione dell’emittente radiofonica Europe 1, ha
risposto così su a un spettatore che gli poneva questo problema.
L’ascoltatore ha chiesto anche se questa situazione sarà superata dall’avvio
della Tv digitale terrestre, i cui primi 14 canali free partiranno il 31 marzo.
Il presidente del CSA ha risposto che coloro che ricevono male i canali in
analogico, “certamente non riceveranno la TDT in condizioni ideali".
“Bisogna trovare una soluzione, perché non è normale che alcuni cittadini, che
pagano il canone, non ricevano tutti i canali pubblici diffusi sulle reti
hertziane. Si tratta di un servizio universale che è dovuto a tutti”.
Baudis ha precisato che queste “zone d’ombra” possono essere legate a delle
particolari caratteristiche di certe regioni, a dei disservizi di rete, o
ancora, specie in città, a degli immobili che disturbano le trasmissioni
radiofoniche.
Il presidente si è impegnato a risolvere presto la situazione: “Il Consiglio
prenderà contatto con le autorità politiche, il Primo ministro, i ministri
competenti, perché si trovino le soluzioni appropriate”.
Il problema non è da poco. Tra alcuni giorni la Francia partirà, infatti, con la
Tv digitale terrestre e un disservizio di questo tipo potrebbe creare
difficoltà, soprattutto per i canali a pagamento che verranno lanciati il
prossimo settembre.
La partenza della TDT è attesa da tutti e lo stesso Baudis l’ha definita
“Avvenimento unico nella storia della televisione”, francese.
La nuova tecnologia di diffusione televisiva permetterà, in un primo tempo, a un
terzo dei francesi di ricevere 14 canali gratuiti, il doppio dei canali
attualmente disponibili. A guadagnarci non sarà solo l’offerta, ma anche la
qualità delle immagini e del suono.
La TDT contribuirà a garantire un maggior pluralismo sul mercato televisivo
francese. Ci saranno, infatti, dei nuovi operatori che entreranno a far parte
del cosiddetto PAF, il paesaggio audiovisivo francese, si tratta dei gruppi AB,
Bolloré e NRJ.
I francesi che vorranno vedere la Tv digitale terrestre dovranno dotarsi di un
decoder, il prezzo per quelli meno sofisticati è di circa 100 euro. Alcune
televisioni sono già predisposte per captare il segnale del digitale terrestre.
La diffusione della TDT sarà progressiva. Secondo le stime fornite dal Consiglio
superiore dell’audiovisivo, inizialmente sarà disponibile per il 35% della
popolazione francese, a settembre per il 50%, nel 2007 per l’80-85%.
Le città che dal 31 marzo potranno vedere la TDT sono Parigi e la regione
parisienne, Bordeaux, Brest, Lille, Lione, Marsiglia, Niort, Rennes, Rouen,
Tolosa e Vannes.
Da settembre partiranno, invece, 15 canali televisivi a pagamento. L’11 marzo,
il CSA ha ricevuto 35 dossier di candidatura per gli otto canali pay della TDT,
tornati liberi dopo il ritiro di alcuni player.
Fino a oggi sono solo sette i canali che potranno trasmettere in digitale
terrestre a partire da settembre: CanalPlus (per i programmi criptati), AB1,
Eurosport, LCI, Paris Première, TF6 e TPS Star.
All’inizio di giugno, sarà comunicata la lista dei candidati definitivamente
prescelti per i canali che figurano nella seconda fase del lancio della Tv
digitale terrestre, prevista a partire da settembre 2005.
La maggior parte dei canali gratuiti della TDT si sono riuniti nell’associazione
Televisione digitale per tutti, che si occupa principalmente di promuovere le
offerte e presto lancerà in questo senso anche un sito Internet.
La Francia si sta muovendo su tutti i fronti per non arrivare impreparata a
questo passaggio epocale, che può essere paragonato al passaggio dalla Tv in
bianco e nero a quella a colori.
Il governo francese si è impegnato in una serie di collaborazioni, specie con il
nostro Paese, per stabilire dei proficui confronti e accelerare così lo
switch-off.
[fonte: www.key4biz]