16 Marzo
Digitale: belle le promesse della televisione digitale terrestre, intriganti le prospettive ma la strada da fare non è molta, è tantissima. Nel dossier di PI ecco cosa si agita sul più vecchio dei nuovi media.
All'E-government già si è affiancato
il T-government. Almeno nel lessico. Ad Internet si è aggiunto un nuovo mezzo di
comunicazione: il digitale terrestre. Ora bisogna dotarlo di contenuti ed
occorre sfruttare tutte le sue potenzialità. Per ora il calcio fa da apripista e
traino ma il Dtt può molto di più. Per esempio dare una grossa mano alla
Pubblica amministrazione ad entrare nelle case degli italiani, laddove ancora
non vi fosse riuscita attraverso il PC. È questione di tempo; in materia la
macchina imponente della burocrazia si è messa in moto e darà i suoi frutti. Ma,
si sa, i ritmi sono lenti quando di mezzo c'è il settore pubblico.
La tecnologia si evolve con un ritmo frenetico ma non così veloci sono le
abitudini dei cittadini, l'adeguamento dell'amministrazione pubblica e la
facilità nell'accettare un nuovo canale di comunicazione da parte dell'"uomo
della strada". L'obiettivo ministeriale è quello di trasformare il digitale nel
vero competitor della Rete anche sul piano del collegamento fra cittadino e PA.
Se Internet ha portato gli sportelli degli uffici pubblici fin dentro le case
dei possessori di PC (molto si deve ancora fare), di più promette di fare il
digitale terrestre: porterà le amministrazioni pubbliche in tutti quei salotti
dove brilla una tv (ovviamente dotata di apposito decoder). Occorre, dunque,
eliminare il gap dovuto alla "complessità del mondo informatico" e raggiungere
chi da una vita non ha problemi a relazionarsi con un telecomando. In Italia
circa il 57% delle famiglie possiede un personal computer domestico, di cui il
42% collegato in Rete, ma quasi tutte hanno almeno un televisore in casa.
Cosa si potrà fare da casa?
Pagare le tasse, il bollo auto, richiedere certificati, fare domande, avere
consulenze e notizie sulla propria posizione previdenziale, prenotare visite
mediche, monitorare l'attività scolastica del figlio, più tutto quello che già è
possibile fare attraverso la Rete (compresi i pagamenti) ed anche qualcosa di
più, tutto grazie alla Tv. Finalmente il sogno di una televisione che non solo
parla all'utente ma che sia in grado di "ascoltare" le sue risposte potrebbe
diventare realtà. Questi gli obiettivi ed i nobili intenti. Ma a che punto siamo
del fantastico viaggio?
Scremando gli slogan pubblicitari e l'informazione parziale, si scopre che la
strada da percorrere è ancora molta, tantissima, ma certo si può dire con
sicurezza che il nastro di partenza è ormai alle spalle. Soprattutto è
scarsissima la sperimentazione basata sulla possibilità di interagire realmente:
la comunicazione, finora, è solo unilaterale. Insomma, tutto sembra simile ad un
televideo migliorato nella grafica: il concetto è quello. Niente di nuovo.
Le piccole amministrazioni
Inutile parlare di digitale alla maggior parte di piccoli comuni. Il governo
passa loro sempre meno soldi e sembra che non ci sia "l'atmosfera" giusta per
battere nuove strade ancorché tecnologiche. Dal mucchio si salvano pochi enti
che per sensibilità o vocazione si aggregano a Comuni più grandi in progetti che
prevedono sperimentazioni nel campo del digitale. La maggior parte di questi,
tuttavia, ha partecipato al bando del CNIPA per l'assegnazione dei fondi
ministeriali.Tradotto in pratica, significa che esiste al momento solo una idea
di servizio ed accendendo il televisore e sintonizzando il decoder lo schermo
appare ancora nero. A preoccupare, però, nella maggior parte dei casi è solo
l'aspetto finanziario.
Dal punto organizzativo interno agli enti, infatti, il grosso del lavoro è già
stato fatto al tempo dell'allestimento dei portali Internet, per la parte
strettamente tecnologica ci si affida a società specializzate. Ma per ora non si
pensa affatto alla creazione di servizi nuovi e diversi rispetto a quelli già
attivati on line.
Le esperienze di t-Gov
Siamo ai primissimi passi ma alcune "esperienze più significative sono state
effettuate in collaborazione con Rai e riguardano: tracking di raccomandate e
pacchi, con Poste Italiane, calcolo del bollo auto, con ACI, verifica dello
stato previdenziale, con INPS", come si legge in una relazione del gruppo di
lavoro del CNIPA.
Dal 2 dicembre scorso è in onda il canale "Rai Utile" che raggiunge gli oltre 2
milioni e mezzo di ascoltatori dotati di decoder digitale terrestre. Dal "PortaleTV"
è possibile accedere ad "informazioni aggiornate quotidianamente nelle sezioni
Utile News, Domande e risposte, Cosa fare per, Studio, Ragazzi, Protezione
civile e, tra breve, anche ai servizi interattivi della pubblica
amministrazione". In realtà allo stato attuale, come detto, il risultato
ottenuto è paragonabile ad un "televideo evoluto" senza possibilità di
coinvolgimento dell'utente. A causa poi della singhiozzante copertura del
territorio sono molti gli utenti del DTT che a quel canale non possono ancora
accedere.
I tempi del decollo
Il gruppo di lavoro del CNIPA ha individuato tre fasi per l'avvento del
digitale. Al momento il ritardo accumulato è almeno di tre mesi.
La prima fase: "Avvio del T-government (entro ottobre 2004): in questa fase si
avviano i servizi di tipo informativo, su base nazionale, i progetti per lo
sviluppo di servizi informativi locali e la sperimentazione di servizi
interattivi locali".
La seconda fase "Roll-out e sperimentazione dei servizi (giugno 2005)".
La terza: "Deployment capillare di servizi T-government (2005-2006) che prevede
azioni di accompagnamento al progetto Digitale terrestre".
Il cronoprogramma riguarderà solo i progetti finanziati dal bando CNIPA di
settore: il resto delle buone idee ristagnerà e probabilmente rimarrà non
realizzato se non interverranno grandi gruppi a finanziare partnership con tv a
costi bassissimi per gli enti pubblici.
Molti ancora i problemi da risolvere: uno su tutti quello di riuscire a
parificare la tastiera del PC con il telecomando. Prima di veder concretizzare
la bella favola del T-gov occorreranno decenni; almeno uno se si vorrà
raggiungere il livello di diffusione che oggi ha Internet.
L'esempio di Pisa
Il Comune di Pisa - insieme ad altri sette piccoli comuni della provincia - è
capofila da alcuni anni nel progetto Ctel che ha portato on line numerosi
servizi della Pubblica amministrazione. Anche Pisa ha partecipato al bando del
CNIPA per un allargamento dei servizi."Il nostro progetto - ha spiegato a Punto
Informatico il responsabile Franco Chesi - prevede la possibilità di ricevere,
per utenti registrati, informazioni via sms su scadenze, bandi, pubblicazioni di
graduatorie ed altro. Sarà sperimentato poi il servizio "registro di classe" per
avere informazioni sulla attività scolastica del proprio figlio. Ogni classe
(elementari e medie) è già dotata di un PC in rete con il Comune, attraverso il
quale è possibile l'aggiornamento quotidiano. Il servizio partirà a breve sul
portale Internet e dovrebbe avere applicazioni e miglioramenti sulla piattaforma
digitale". Anche qui si attende, però, la parola del ministro.
Lo stesso fanno le regioni Marche, Sicilia, Sardegna, Emilia Romagna e tutti gli
altri enti pubblici che hanno presentato progetti ma non sanno se saranno
finanziati. Nel frattempo certo non ci si arrischia in altre avventure simili.
La sperimentazione di Venezia
Il Comune di Venezia la scorsa estate ha firmato un accordo a costo zero con
Telecom Italia e La7 per trasferire parte dei servizi già erogati dal portale
Internet sulla nuova piattaforma. "La sperimentazione è durata 90 giorni ed è
terminata il 31 dicembre", riferisce il portavoce dell'amministrazione comunale,
"il servizio prevedeva la possibilità di accedere alle due web cam di piazza San
Marco, agli eventi e all'agenda del giorno e ad una serie di servizi a carattere
informativo. In questa fase non era prevista una interazione del cittadino".
Non si conoscono al momento le valutazioni della sperimentazione e nemmeno le
intenzioni della amministrazione comunale che non ha ancora approvato il
bilancio (non ci sono stanziamenti per ulteriori sperimentazioni) ed inoltre le
elezioni della prossima primavera congeleranno per alcuni mesi il capitolo
digitale terrestre.
Anche qui sono in tanti a sperare di rientrare nei finanziamenti ministeriali
per ulteriore "ossigeno".
[fonte: punto informatico]