14 Marzo
«L'avvento del digitale terrestre rappresenta una svolta nel processo democratico: sta facendo diventare la comunicazione di massa in comunicazione bidirezionale, con scambio di informazioni tra soggetti». L'ha sottolineato il presidente uscente dell'Autority per le Comunicazioni, Enzo Cheli, in una conferenza su «La Comunicazione alle soglie del XXI secolo: diritti, regole e mercati» nell'Aula magna della facoltà di Scienze Politiche dell' Università di Cagliari. Cheli ha tracciato un bilancio positivo dei suoi sette anni alla guida dell'Autorità per le comunicazioni:«Sono stati anni di grande mobilità normativa, dato che dal 1998 sono state varate sei norme settoriali, che hanno reso possibile l'avvento della digitalizzazione delle reti». Dal punto di vista delle comunicazioni, nella vita del Paese, gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da cambiamenti molto forti grazie soprattutto ai mutamenti tecnologie. «La cosiddetta 'rivoluzione digitalè - ha osservato - ha dato la possibilità di sfruttare tre percorsi ancora sconosciuti: l'aumento di capacità di trasmissione delle reti (un canale in analogico, da quattro a sei in digitale), l'interattività, e la convergenza tra le reti e i contenuti. Oggi, infatti, abbiamo strumenti che trasmettono, suoni, dati immagini, con i cellulari Umts, e alla fine di questo percorso avremo un unico terminale che darà vita alla cosiddetta 'neutralità della retè». La liberalizzazione, quindi, secondo Enzo Cheli, comporta grandi vantaggi anche dal punto di vista del mercato, ma con qualche neo ancora da chiarire.«L'Antitrust europeo alcune volte è sufficiente per garantire il rispetto del libero mercato - ha rilevato - altre volte non è in grado». Per Cheli, quindi, «esiste l'esigenza di porre nuove regole e nuovi regolatori, con norme neutrali, sganciate dalla politica e organi gestiti da soggetti imparziali, come le Autorità amministrative indipendenti del Regno Unito». Cheli ha ricordato che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è nata in concomitanza con la liberalizzazione del mercato della telefonia, e oggi il suo ruolo, dopo oltre 6.000 delibere, è estremamente delicato come testimonia l'ultima decisione presa: la 136 del 2 marzo 2005 con la quale Rai, Mediaset e Publitalia sono state multate per aver sforato il tetto della raccolta pubblicitaria. Un altro problema serio nel settore delle comunicazioni è rappresentato da Internet e tutto ciò che vi ruota intorno. «Occorrono norme e strumenti che garantiscano la 'fair competition', la garanzia di competitività - ha concluso Cheli - affinchè nella liberalizzazione del mercato non si creino posizioni dominanti, come era accaduto con l'avvento della Rete quando ci fu la corsa all'accaparramento di nomi per i domini».
[fonte: articolo21.it]