10 Marzo
Secondo la normativa europea (legge 66 del 2001)
entro il 31 dicembre 2006 tutte le trasmissioni televisive dovranno essere in
digitale - In Italia il 2004 è stato l'anno zero per il Dtt. Così si stanno
sperimentando i nuovi servizi aggiuntivi
La TV che verrà, come cambierà il nostro modo di vederla? La TV, il moderno
focolare domestico intorno al quale oggi si riuniscono fisicamente la maggior
parte dei nuclei familiari, ma che a volte alienandoci ci separa mentalmente
dalla realtà che ci circonda, sta per subire un cambiamento tecnologico, che ne
aumenterà i servizi e le potenzialità.
La rivoluzione digitale ha coinvolto anche questa tecnologia, realmente l'aveva
già coinvolta da almeno vent'anni, ma ora cambierà anche il modo di trasmissione
del segnale televisivo, questo passerà dall'attuale segnale analogico a quello
digitale.
Temporalmente secondo una normativa europea (legge 66 del 2001), entro il 31
dicembre 2006 tutte le trasmissioni televisive dovranno essere in digitale, in
Italia il 2004 è stato l'anno zero per la Tv digitale terrestre, in sigla Dtt,
da allora fino allo spegnimento definitivo delle trasmissioni analogiche si
stanno sperimentando dei nuovi servizi aggiuntivi.
I Vantaggi introdotti dal digitale terrestre sono: una più alta qualità
dell'immagine, la multicanalità e l'interattività.
Il Dtt permette di moltiplicare il numero dei canali che possono essere
trasmessi attraverso le stesse frequenze già oggi utilizzate. In sostanza, se il
sistema analogico ha consentito la trasmissione di un solo canale, l'adozione
della Dtt consente la compressione fino a 4 o 5 canali diversi (multiplex), e
considerando che in Italia è prevista la trasformazione in digitale di 55 degli
attuali 59 canali televisivi, è facile calcolare che i nuovi canali
oscillerebbero tra un limite massimo teorico di 220 programmi distinti, per la
soluzione che adotta un multiplex 4, ed uno di 275, con multiplex di 5. Quindi,
grazie alla trasformazione dei canali in sistemi Dtt, verrebbero abbattuti gli
ostacoli tecnici per l'incremento dell'offerta televisiva. Questo aumento è
possibile attraverso una codifica/decodifica numerica delle informazioni, queste
ridotte a dati numerici, possono essere compresse attraverso un procedimento
informatico (alla cui invenzione ha contribuito il ricercatore italiano Leonardo
Chiariglione), denominato Mpeg-2 (Movie Picture Expert Group), usato tipicamente
per i formati di broadcasting. Tale metodo di compressione dei filmati è
un'evoluzione dell'originale Mpeg, inizialmente ideato per la trasmissione di
questi su Internet dove la banda a disposizione inizialmente era molto inferiore
di quella attuale.
L'interazione, o interattività, permetterà di trasmettere informazioni non solo
dall'emittente (canale televisivo) al ricevente (spettatore), ma anche dallo
spettatore all'emittente (canale di ritorno). Tale sistema consiste di
un'interfaccia all'interno del terminale d'utente, di un sistema di gestione dei
servizi interattivi da parte del fornitore (Centro Servizi) e di una linea di
collegamento tra di loro. Questo sarà un collegamento dial-up e non via etere,
ovvero un numero telefonico che composto automaticamente, sfruttando una linea
telefonica normale, oppure Isdn, Adsl, Xdsl o Gprs fornirà il canale di ritorno
detto back channel.
L'interfaccia tra le applicazioni interattive digitali e gli apparati dove
queste sono attivate sarà definita dal Mhp - Multimedia Home Platform, uno
standard della famiglia Dvb, Digital Video Broadcasting. Standard di
trasmissione digitale adottato in Europa, utilizzato in tre varianti: Dvb-s per
il satellite, Dvb-c per le reti cavo e Dvb-t per la diffusione attraverso
ripetitori terrestri. Questa interfaccia sarà basata sul linguaggio di
programmazione Java, che costituisce un software intermedio e aperto per la
messa a punto di molti tipi di applicazioni e servizi, compresi quelli relativi
alla televisione digitale terrestre.
La gestione della interattività può funzionare secondo due modalità differenti:
senza possibilità di scambio diretto di informazioni tra utente e fornitore di
servizi, o viceversa, con la possibilità di scambio diretto di informazioni tra
utente e fornitore di servizi televisivi e multimediali.
L'interattività permetterà di compiere operazioni semplici attraverso il
telecomando, in alcuni Paesi è diventata parte integrante dei nuovi format
televisivi, come ad esempio il televoto in quiz e concorsi, o l'espressione di
giudizi di gradimento sui programmi trasmessi, fino all'invio di brevi messaggi
di testo da e verso l'emittente e tra i telespettatori. Grazie
all'interattività, saranno disponibili diversi possibili servizi aggiuntivi, si
potrà tramite il ricevitore digitale accedere a un teletext di nuova
generazione, molto più ampio e rapido, e di usufruire di una nuova serie di
servizi informativi e di pubblica utilità, come ad esempio notizie sul traffico
e la viabilità locali, gli orari di treni ed aerei, l'elenco dei numeri
telefonici, la consultazione dell'estratto conto del proprio conto corrente
postale o bancario, fino alle operazioni bancarie
(http://www.tvdigitaleterrestre.it).
Il governo sembra molto interessato a questa nuova funzionalità, e offre a
Comuni, Regioni ed Enti locali, un finanziamento complessivo di 10 milioni di
euro, per mettere a punto progetti che sfruttano questa tecnologia. Inoltre al
fine di identificare le modalità di attivazione e le possibili applicazioni del
digitale terrestre, è stato istituito presso il Cnipa un gruppo di lavoro per
studiare e definire le modalità di attuazione di progetti sperimentali di
T-government ed un centro di competenza sul digitale terrestre per assistere le
amministrazioni pubbliche locali interessate a sperimentare questa nuova
tecnologia. Le potenzialità infatti sono date principalmente dal fatto che il
90% delle famiglie possiede un televisore mentre solo il 50% un computer, quindi
la possibilità di raggiungere e offrire servizi di pubblica utilità ai cittadini
come potete ben vedere è molto più alta che con Internet. (http://www.dgtvi.it).
Considerato quindi che il cambiamento nolenti o volenti coinvolgerà tutti entro
il 2006, o almeno tutti quelli che vorranno continuare a vedere la televisione,
dovrete decidere se cavalcare l'onda o farvi travolgere, conoscendo e
approfittando dei servizi offerti come utenti o come probabili imprenditori
offrendo gli stessi.
[fonte:qds.it]