7 Marzo

 

"Marketing digitale: soluzione a basso costo o scelta strategica?" è questo il titolo del convegno organizzato dalla rivista "MKT", del gruppo Edipi, tenutosi a Milano il 16 Novembre 2004. TV interattiva, digital radio, SMS, e-mail, electronic games, chat, sono solo alcuni dei mezzi digitali che possono essere oggi utilizzati dalle aziende per la loro comunicazione. Layla Pavone, Presidente IAB Italia (Interactive Advertising Bureau- Italia), ha aperto il convegno parlando di advertising on-line come di una forma di comunicazione che si differenzia da quella tradizionale per la sua interattività e per la possibilità di misurarne l’efficacia. Sempre secondo la Pavone, è oramai dimostrato che un uso accorto dei mezzi digitali, in particolare di quelli legati al web, garantisce l’incremento dell’awareness della marca, una buona copertura, visibilità e un forte impatto.
Si parla dunque non più di “advertising”, ma di “brand experience”, di nuove modalità di comunicazione che rispondono ai cambiamenti in atto. Non si stanno trasformando solamente il consumatore, i suoi valori e le sue aspettative, ma anche la forma stessa delle interazioni sociali in seguito ai processi di globalizzazione e della nascita dei nuovi media.

Anche i motori di ricerca, secondo Google, rappresentata al convegno dal Responsabile Google Italia Massimiliano Magrini, sono un valido strumento per la comunicazione d’impresa. In questo caso, la nota strategia prevede il posizionamento del link sponsorizzato tra i primi risultati di ricerca, oppure a fianco dei risultati ottenuti, come partner di contenuto.
Il successo di questo tipo di comunicazione è più evidente nei mercati evoluti, come quello americano con un 41% di aziende che pianificano regolarmente il loro posizionamento nel piano di comunicazione e un 35% di aziende che stanno considerando questo mezzo. Si tratta di uno strumento di comunicazione che, diversamente dai banner, non propone un messaggio, ma fornisce un’informazione per l’acquisto al consumatore, il quale risparmia sul tempo di ricerca e sulle alternative. Inoltre, il pay-per-click (pago solamente per i click realmente effettuati sul mio link) riduce notevolmente i costi per le aziende rispetto alle tradizionali campagne off-line.

La pubblicità, insomma, sta cambiando, non interromperà più i programmi in corso, ma cercherà di intrattenere e di proporre nuove esperienze al consumatore, sia nel punto vendita che in eventi studiati appositamente per questo scopo. “Catturare l’attenzione” sembra essere la parola d’ordine in quella che è oramai diventata la babele mediatica, che con l’arrivo delle nuove tecnologie, come il Digital Video Recorder, non parlerà più a tutti.
Il DVR infatti darà agli utenti la possibilità di filtrare la pubblicità che interrompe il programma durante la registrazione, sino a creare dei palinsesti personalizzati. La pubblicità televisiva sta finendo?
No, si sta trasformando, adottando i nuovi formati digitali, come ha spiegato la Calvi, di Sipra. La pubblicità non irromperà più in casa altrui, sarà più discreta, apparirà tramite un piccolo messaggio sul digitale terrestre. Chi lo desidera può accogliere questo messaggio e accedere ad un portale trasparente, continuando a vedere il programma o abbandonandolo per entrare nello spot e ricevere informazioni sul prodotto, partecipare a concorsi o ricevere campioncini direttamente a casa. La RAI ha in programma un concorso per premiare la miglior pubblicità interattiva.

Il marketing digitale sembra, infine, una scelta strategica e a basso costo che, secondo le previsioni degli esperti intervenuti, sarà il motore dell’innovazione nella comunicazione d’impresa.

[fonte: comunitazione.it]