4 Marzo

 

Pronti sette interventi per correggere il duopolio televisivo di Rai e Mediaset. E’ il piano dell’dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. Le misure studiate sono finalizzati a non trascinare i 'vizi' del sistema televisivo che si è venuto a creare in regime analogico al futuro sistema televisivo, quello della televisione digitale.


Nessun taglio a Rai e Mediaset per il 2004 in relazione alla raccolta di risorse ma sette misure 'correttive' finalizzate al "riequilibrio del mercato". Questa la decisione dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, che - in questo modo - cerca riequilibrare un mercato che, sempre secondo il Garante, continua a essere caratterizzato da una struttura duopolistica. L'Authority ha anche comunicato che sulla questione relativa alle eventuali sanzioni da comminare ai due principali gruppi italiani per lo sforamento dei tetti pubblicitari, già accertato per i due trienni dal 1998 al 2003, ci sarà invece una riunione del Consiglio il prossimo lunedì. Le misure contenute nel provvedimento, secondo la definizione del presidente dell'organismo di controllo Enzo Cheli, sono finalizzati a non trascinare i 'vizi' del sistema televisivo che si è venuto a creare in regime analogico al futuro sistema televisivo, quello della televisione digitale. Per Rai e Rti, la società cui fa non capo le reti di Mediaset, il primo obbligo è perciò quello di "accelerare la digitalizzazione delle reti televisive terrestri anche mediante la predisposizione in tecnica digitale di tutti gli impianti operanti in tecnica analogica, secondo un piano tecnico da presentare all'Autorità entro il 30 giugno 2005".
Obiettivo di questa misura, quello che le emittenti siano effettivamente pronte allo 'switch off' dall'analogico al digitale fissato per il dicembre 2006. Altra misura correttiva che riguarda il gruppo pubblico e il gruppo privato è il mantenimento dell'obbligo di destinare il 40 per cento di capacità trasmissiva digitale a fornitori di contenuti indipendenti anche dopo la sperimentazione, il cui termine è fissato a luglio 2005, e fino alla completa attuazione del piano di assegnazione delle frequenze in digitale. E ancora i fornitori di contenuti indipendenti dovranno essere individuati, non più come attualmente a discrezione di Rai e Mediaset, ma "in base a un disciplinare adottato dall'Autorità".
In questo caso l'obiettivo è quello di contribuire ad un maggior pluralismo. Vi sono poi misure che riguardano la sola Mediaset, come l'obbligo di avvalersi "entro 12 mesi, di una concessionaria di pubblicità diversa da Publitalia per la raccolta pubblicitaria per il digitale terrestre in programmi diversi dal 'simulcast'.
Fino all'attuazione di questo obbligo, l'Authority dispone che Publitalia operi "la separazione contabile fra le attività di raccolta pubblicitaria sulle reti analogiche e le attività di raccolta pubblicitaria sulle reti digitali terrestri a partire dal 30 giugno 2005".
E ancora, per le reti del gruppo Mediaset, il provvedimento dell'Autorità impone il divieto di trasmettere pubblicità nella programmazione televisiva digitale terrestre diversa dal 'simulcast' in misura superiore al 12 per cento di ogni ora, a partire dal 30 giugno 2005 fino al 31 dicembre 2006. Sempre per quanto attiene il gruppo privato, a Publitalia è fatto obbligo di praticare "condizioni trasparenti, eque e non discriminatorie nella vendita di spazi pubblicitari, dando separata evidenza degli eventuali sconti applicati ai singoli prodotti". Quanto alla Rai essa dovrà contribuire alla diffusione della tv digitale terrestre con un nuovo canale generalista, che l'Authority vuole sia "attrattivo in termini di audience e privo di pubblicità su reti digitali terrestri". A tal fine la Rai dovrà presentare un piano editoriale all'Authority perché essa l'approvi entro il 30 giugno 2005. L'Autorità dispone infine che le misure adottate "potranno essere riviste alla luce dell'evoluzione dello scenario competitivo entro 12 mesi e, in ogni caso, al termine della verifica del complessivo sistema integrato delle comunicazioni", il Sic, indicato dalla legge Gasparri.

[fonte: denaro]