3 Marzo
Conclusa dall’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni l'istruttoria che mirava ad accertare se nel 2004 Rai e Mediaset
(attraverso le concessionarie RTI e Publitalia ‘80) avessero acquisito una
posizione dominante nei singoli mercati del Sistema integrato delle
comunicazioni (Sic), come stabilito dalla legge Gasparri. Il Sic è una macro
area che comprende dalla televisione, alla raccolta pubblicitaria fino
all'editoria quotidiana e periodica.
L’Authority ha approvato oggi all'unanimità il provvedimento che introduce per
la prima volta misure a tutela del pluralismo nel settore televisivo e delle
relative fonti di finanziamento.
Le nuove disposizioni normative, che hanno riformato l’intero sistema
radiotelevisivo italiano, impongono il limite massimo dei finanziamenti al 20%.
Con il procedimento aperto lo scorso ottobre, l’Agcom doveva accertare se fosse
avvenuto un superamento di tale quota.
L’Autorità ha concluso che il mercato televisivo continua a essere
caratterizzato da una struttura duopolistica lesiva del pluralismo, che “impone
correzioni”.
Sono state adottate, quindi, 7 misure correttive finalizzate al “riequilibrio
del mercato”.
La delibera prevede “una serie di interventi - ha spiegato il presidente, Enzo
Cheli - che si ispirano a una logica di fondo: la strozzatura del mercato, già
rilevata ai sensi della legge Maccanico, non deve trasferirsi sul nuovo mercato
della Tv digitale".
Di qui una serie di interventi “che riguardano - ha spiegato Cheli - reti e
impianti; il diritto di accesso alla reti; la programmazione; la raccolta
pubblicitaria". Sette remedies, da valutare “non singolarmente, ma come parte di
una strategia”.
Publitalia non potrà raccogliere pubblicità “per le trasmissioni in tecnica
digitale terrestre diverse dal simulcast” del gruppo. Mediaset dovrà, quindi,
entro 12 mesi creare una specifica concessionaria. La Rai dovrà dotarsi di un
programma generalista sulle reti digitali, senza pubblicità.
A Mediaset è stato imposto inoltre l'obbligo di un tetto per la raccolta
pubblicitaria sul digitale terrestre al 12% di ogni ora dall'attuale 18% su
tutti i programmi del digitale diversi da quelli trasmessi in analogico.
Nel provvedimento, l'Authority indica anche l'obbligo di accelerare la
digitalizzazione delle reti televisive terrestri, secondo un piano tecnico da
presentare all'Autorità entro il 30 giugno di quest'anno. In sostanza le due
aziende devono predisporre entro il termine fissato i propri sistemi alla
trasmissione in digitale.
L'Autorità ha deciso inoltre che Rai e Mediaset debbano mantenere l'obbligo di
destinare il 40% di capacità trasmissiva digitale a fornitori di contenuti
indipendenti, individuati in base a un disciplinare adottato dall'Agcom anche
dopo la sperimentazione e fino alla completa attuazione del piano di
assegnazione delle frequenze in tecnica digitale.
Il presidente dell’Agcom, Enzo Cheli, ha comunicato che lunedì prossimo potrebbe
essere chiusa anche l’altra indagine relativa allo sforamento dei tetti
antitrust stabiliti dalla vecchia Legge Maccanico, per il periodo 1998-2003.
In particolare è al vaglio se i due gruppi abbiano reagito al 'richiamo formale'
dell'Autorità per aver accertato il superamento del tetto delle risorse del
mercato Tv nel 1998-2000.
L’Agcom, dopo aver accertato che Rai, Rti e Publitalia avevano superato i limiti
fissati dalla Legge 249 del 1997 su canone, pubblicità e abbonamenti nel
triennio, a fine giugno 2003 ha rivolto loro un richiamo formale perché
rientrassero nei parametri di legge. In seguito il garante ha reso noto che lo
sforamento è avvenuto anche nei tre anni successivi.
L'Autorità sta ora valutando le risorse raccolte dalle società nel secondo
semestre del 2003, per capire se abbiano ottemperato alle indicazioni del
garante. In caso contrario, l’Agcom potrà disporre la cessione di aziende o rami
di azienda o una multa tra il 2% e il 5% del fatturato relativo all'esercizio
antecedente a quello in cui è avvenuta la notifica della violazione.
L'intenzione dell'organismo di garanzia è comunque quella di chiudere anche
questo procedimento entro la scadenza del mandato, formalmente prevista il 10
marzo, anche se, secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, si
starebbe discutendo dell'ipotesi di una proroga di 60 giorni.
L’Authority invierà inoltre nelle prossime ore al governo una segnalazione per
sottolineare “l’esigenza di adottare anche attraverso un riassetto organico
della disciplina del settore editoriale, misure di riequilibrio di risorse tra
il mezzo radiotelevisivo e la stampa quotidiana e periodica”.
L’Agcom si è anche riservato la possibilità di rivedere le misure adottate entro
dodici mesi e, in ogni caso, al termine della verifica complessiva sul Sic.
La ragione è quella di “tenere presente anche l'evoluzione competitiva dei
mercati”, ha spiegato il commissario Vincenzo Monaci.
[fonte: key4biz]