La notizia ANSA parla del lancio
di City TV, la TV su digitale terrestre del Comune di
Milano.
Si parla dei servizi di pagamento telematico (ici, tarsu) e
solite funzionalità T-Gov che, diciamolo pure, anche se poi
non attivate vanno comunque pubblicizzate.
Saranno un centinaio gli utenti di un gruppo pilota che
dalle prossime settimane per 6 mesi testeranno il sistema. A
meta’ luglio si partira’ con l’ installazione dei decoder e
l’attivazione del collegamento delle linee telefoniche a un
numero verde che consentira’ l’ interattivita’ tramite l’uso
del telecomando. Tutto questo con il costo di circa 700mila
euro coperto per il 30% dal Ministero e per il resto dai
partner dell’ iniziativa (Telecom, La7 e Keypeople) - si
concludera’ a fine anno e quindi si potra’ pensare alla city
television: un progetto, questo, ha detto oggi l’assessore
all’ Innovazione Tecnologica Giancarlo Martella presentando
l’iniziativa, che potrebbe essere realizzato entro il 2006.
Filippo Rebecchini, Presidente della FRT -Federazione Radio Televisioni, protesta duramente contro l’annunciata ‘Tv del Comune di Milano’: “Al di là della palese illegittimità di una simile iniziativa, quello che stupisce è l’intenzione del Sindaco di Milano di farsi una televisione con i soldi del contribuente”.
Per stroncare sul nascere le pericolose velleità di protagonismo televisivo di sindaci e governatori, la FRT chiede un incontro urgentissimo al Ministro delle Comunicazioni per riesaminare il testo unico della radiotelevisione, affinché venga espressamente e correttamente ribadito il divieto per la pubblica amministrazione, a ogni livello, di essere autorizzata a trasmettere come operatore ed editore radiotelevisivo.
tratto da millecanali.it
Qui si apre un bel dibattito.
Sicuramente giusto. Se sono nate giuste polemiche per
l’utilizzo di soldi pubblici per creare le basi di mercato
del digitale terrestre (finanziamento decoder), è giusto che
nascano dal momento in cui non si pensi alle infrastrutture
ma all’editoria. La TV pubblica è la RAI.
Ma su tutte queste questioni è necessaria, prima di tutto,
una riflessione e un meeting tra esperti.
Max