26 Aprile
Il Comune di Milano avvia la
sperimentazione di un canale Tv sul digitale terrestre, in collaborazione con
Telecom Italia.
Il Sindaco di Milano Gabriele Albertini, sempre alle prese con il dilemma "mi
dimetto, non mi dimetto", dopo non molto fortunate esperienze come imprenditore
pubblico, come il caso della privatizzazione dell'Aem e l'interminabile crisi
gestionale della Scala, vuole diventare imprenditore televisivo.
Il Comune ha annunciato il lancio della sperimentazione di un canale televisivo
interattivo, ricevibile con il decoder per il digitale terrestre, gestito
insieme a La7 di Telecom Italia, che proprio a Milano ha la sua sede legale e
operativa. Alla sperimentazione parteciperanno, per iniziare, un centinaio di
pensionati milanesi.
Si vuole offrire ai milanesi non dotati di Pc connesso in rete la possibilità di
ricevere informazioni utili dal Comune su servizi pubblici e sociali e di
richiedere informazioni, ma anche servizi come certificati e prenotazioni. Si
calcola che a Milano ci sia la maggiore concentrazione di utenti italiani in
possesso di decoder digitale.
L'iniziativa si presta a numerose considerazioni critiche: innanzitutto perché
si è scelta La7 e non un'altra Tv? E' stata fatta una gara? L'amministrazione
comunale sostiene che era stata cooinvolta dapprima un'altra società che si è
defilata e ha ringraziato Telecom Italia per essere intervenuta in soccorso del
digitale terrestre comunale.
Il problema è che il digitale terrestre richiede per l'interattività una linea
telefonica collegata a Internet, magari con l'Adsl o la fibra ottica, e Telecom
Italia sta portando avanti sperimentazioni con l'utilizzo dei telefonini Gprs.
Con questo canale digitale terrestre milanese non si dà forse un ulteriore
vantaggio competitivo a Telecom Italia rispetto agli altri gestori telefonici e
Internet Provider?
Un altro interrogativo è se il canale municipale avrà pubblicità: chi gestirà
gli spot? Sarà Telecom Italia o la sua concessionaria pubblicitaria?
Fondamentale poi il rispetto del pluralismo politico e sociale all'interno dei
programmi di una Tv finanziata da tutti i cittadini: chi si farà garante di
questo pluralismo? La Tv sarà un utile strumento dela maggioranza di
centrodestra in vista delle prossime elezioni del 2006, municipali e politiche?
Alla Rai c'è una Commissione di Vigilanza parlamentare e un Cda nominato dai
Presidenti delle Camere (almeno per ora): cosa si prevede per la "Tv comunale"?
E infine... Se il futuro candidato del centrodestra a Sindaco di Milano dovesse
essere Fedele Confalonieri, già amministratore delegato di Mediaset, quante Tv
gestirà, in caso di elezione, come Sindaco di Milano?
[fonte: zeus]