18 Aprile
Il Ministro delle Telecomunicazioni, Maurizio
Gasparri, in occasione del primo convegno nazionale sul digitale terrestre ha
messo in rilievo l'importanza dello sforzo che il servizio pubblico sta
compiendo per lanciare la televisione interattiva. Queste le parole di Gasparri:
"Sono ormai 2 milioni i decoder arrivati nelle case degli italiani; al suo
esordio neanche la telefonia mobile ebbe una performance così brillante, questo
mi fa supporre che i prossimi anni vedranno il definitivo successo della tv
digitale".
Il Ministro ha poi sottolineato che la Commissione europea sta incitando proprio
in questi giorni tutti i paesi europei ad investire sulla televisione digitale
terrestre, ''con l'Italia non c'e' bisogno di farlo perchè il nostro Paese è già
all'avanguardia in questo settore'' ha concluso Gasparri durante il convegno di
Santa Margherita di Pula, in Sardegna. ''Lavoriamo per mantenere la scadenza
indicata per il passaggio alla televisione digitale terrestre'' nel dicembre del
2006. Per il Ministro delle Comunicazioni il termine per lo "switch off"
dall'analogico al digitale non deve essere ritardato, anche perchè, osserva al
termine della prima conferenza nazionale sulla televisione digitale "c'e' una
copertura ampia della popolazione, ci sono già due milioni di decoder, c'è una
industria italiana ed estera al lavoro". E ancora "si comincia a discutere della
possibilità di erogare servizi ai cittadini proprio attraverso questo sistema".
Gasparri quindi "conferma" i tempi indicati da una legge che, ricorda, è frutto
di una scelta fatta già nel 2001 dal governo di Centrosinistra e che è stata
ribadita dall'attuale esecutivo "avviando le trasmissioni". Senza contare che,
osserva il ministro, la Commissione europea conferma queste scelte con grande
convinzione, tanto che ci sarà anche una ulteriore esortazione in questa
direzione'', che sarà contenuta in un documento annunciato per la primavera. Nel
documento in cui la Commissione europea si accinge a ribadire l'opportunità del
passaggio dal segnale televisivo analogico a quello digitale "ben vengano, se ci
saranno, spazi ulteriori -dice Gasparri- per armonizzare tempi e scadenze".
Anche perchè una posizione di questo tipo potrebbe indurre l'industria a
muoversi più rapidamente, ad esempio, nella predisposizione di apparecchi
televisivi con il digitale integrato. L'Italia a questo punto "è diventato un
paese di riferimento: quindi -prosegue il ministro- non allentiamo ne
l'attenzione, ne l'impegno in questa direzione. Anzi cerchiamo di anticipare già
nel corso del 2006 questo passaggio al digitale in alcune regioni, come hanno
fatto in altre parti d'Europa".
[fonte: google]