12 Aprile
Per l’Italia sembra sempre più vicino e tangibile
il passaggio alla TDT. Tuttavia, dopo l’annuncio nei giorni scorsi
dell’imminente sperimentazione prevista in Sardegna dal 1° febbraio 2006, non
sono mancate le polemiche da parte di alcuni player della Pay-per-View, primo
fra tutti Sky.
“Regalare decoder digitali, impedisce di fatto la reale concorrenza tra
piattaforme – ha commentato Tullio Camiglieri, direttore della comunicazione di
Sky Italia. “Quello che ci sorprende è che ancora una volta il Governo decida di
privilegiare una delle piattaforme italiane a danno delle altre. Crediamo
profondamente nel libero mercato ma proprio perché ci crediamo siamo altrettanto
convinti che il concetto più volte ribadito dall'Europa della neutralità
tecnologica sia fondamentale nella prospettiva di poter mettere tutte le aziende
nella condizione di poter competere ad armi pari".
''La Regione ha già aiutato Sky a insediarsi in Sardegna – ha replicato il
governatore della Sardegna Renato Soru parlando con la stampa - senza con questo
mettere in discussione la libera concorrenza. Lo sta facendo ancora e lo farà
molto volentieri in futuro, aiutando l'impresa a investire in formazione, a far
crescere un settore che può diventare importante''.
L’annuncio della prossima sperimentazione è stato fatto a margine dell’incontro
fra il Presidente della Regione Renato Soru e il Sottosegretario del Ministero
delle Telecomunicazioni Giancarlo Innocenzi, in preparazione della Prima
Conferenza Nazionale sulla TV Digitale Terrestre dal titolo “2005 Televisione
Digitale”, che si terrà a Santa Margherita di Pula il 15 e 16 aprile.
Il progetto, estremamente articolato, sarà messo a punto nei prossimi giorni e
sarà discusso anche nel corso della Conferenza promossa da DGTVi.
L'evento sarà un momento d’incontro strategico per i protagonisti del settore e
per tutti i soggetti politici ed industriali che prendono parte a questa
rivoluzionaria impresa che è il passaggio al digitale terrestre.
Fra i partecipanti, è prevista la presenza del ministro delle Telecomunicazioni
Maurizio Gasparri, del direttore generale di Rai e Mediaset, rispettivamente
Flavio Cattaneo ed Enrico Confalonieri, di Tarak Ben Ammar proprietario della
piattaforma Dfree e del presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza
Claudio Petruccioli.
Nella due giorni si affronteranno problematiche chiave per un pieno sviluppo del
broadcasting all’insegna dell’innovazione digitale: dagli aspetti più
propriamente politici a quelli industriali, dall’individuazione di best practice
tutte italiane da proporre all’Europa all’elaborazione di nuovi modelli e
contenuti.
Nell’imminente Conferenza, quindi, saranno affrontati e discussi i termini
specifici del progetto di sperimentazione in Sardegna che, secondo il programma,
doterà le famiglie sarde di 500mila decoder già a partire dal 31 gennaio 2006.
Inizialmente, i decoder distribuiti saranno 350mila e andranno a ‘coprire’ il
comprensorio delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Dal 1°
febbraio prossimo, il 70% della popolazione potrà quindi effettuare lo
switch-off.
I broadcaster saranno obbligati a rendere disponibile una porzione della banda
larga (circa il 40%) per soggetti terzi. All’interno di tale quota,
l’amministrazione regionale potrà decidere di riservarsi lo spazio per un
proprio canale audio-video e per altri di trasmissione dati.
“Sono soddisfatto dell'andamento di questa sperimentazione – aveva dichiarato il
ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri a fine marzo, annunciando il
coinvolgimento, in questa fase, di alcune aree da riconvertire integralmente al
digitale terrestre, non prima di aver individuato “i territori più disponibili e
anche tecnicamente più adatti”.
In questa nuova fase, come ha confermato il sottosegretario Innocenzi al
presidente della Regione, l’investimento dello Stato sarà pari a 35 milioni di
euro. Da parte sua, la giunga regionale sarda destinerà al progetto 10 milioni
di euro (fondi CIPE).
“Chiedo alle società private di non prescindere dal ruolo sociale delle imprese.
Uniti” - ha dichiarato il governatore della Sardegna Soru. “Decentrare, aprire
un laboratorio in Sardegna per la Fondazione Bordoni e per Telecom, per la Rai o
per Mediaset, è un contributo importante, in cambio del quale la Sardegna può
accettare lo sforzo enorme di stanziare nel suo bilancio una somma per il
digitale terrestre''.
Non solo. Fra le ragioni di questo passo importante Soru sottolinea: “Perché le
imprese sarde che hanno la possibilità di partecipare alla sperimentazione del
nuovo sistema nell’Isola possano godere di un vantaggio competitivo in futuro,
quando il digitale terrestre sarà esteso a tutto il territorio nazionale”.
In pratica, l’obiettivo del progetto è sì quello di creare un’area-test e una
regione pilota, ma anche quello di incentivare la realizzazione di laboratori di
ricerca, di stabilimenti per la costruzione di materiali e di centri di
produzione.
Questo perché, come sottolineato da Soru, creare occupazione nel campo delle
tecnologie è possibile, se non si perde il treno dell’innovazione e si mettono
le imprese in condizione di vantaggio competitivo, quando l’intero scenario
nazionale sarà segnato dal consolidamento del digitale terrestre.
[fonte: key4biz.it]