6 Aprile
Il Movimento Difesa del Cittadino è favorevole al
rinvio dello spegnimento della Tv analogica dal 2006 al 2008. L'indiscrezione
diffusa su alcuni siti internet ha suscitato commenti positivi da parte
dell’associazione che si sta battendo affinché lo sviluppo della tv digitale
terrestre avvenga nel rispetto delle regole di trasparenza e correttezza nei
confronti dei consumatori.
Come sottolineato dall'Avv. Francesco Luongo, responsabile Nazionale del
Dipartimento TLC dell’associazione, “stiamo assistendo in Italia ad una folle
corsa verso una diffusione forzata del digitale terrestre che sta avvenendo
indiscriminatamente a colpi di pubblicità ingannevole ed aiuti di stato che
violano le più elementari regole della comunicazione pubblicitaria e le
normative in materia di aiuti di stato”.
Sempre secondo Luongo, l'idea dello spegnimento degli oltre 21 mln di Tv
analogiche italiane entro il 2006 era assurda ed unica in Europa - in
Inghilterra lo switch off è previsto per il 2012 - , per questo sembrerebbe
essere destinata ad affondare a vantaggio di uno spegnimento forzato a gruppi di
regioni proprio dal 2008 al 2012. Nonostante i tanti proclami trionfali di
Mediaset, l'unica società per cui il DTT sembra un affare d'oro, la diffusione
dei decoder nelle case italiane è inferiore alle attese, le stime di crescita
più ottimistiche, contributi permettendo, parlano di un massimo di 4 milioni di
tv equipaggiati con decoder DTT nel 2006.
Dopo la condanna da parte dell'Antitrust – a seguito di un ricorso per
pubblicità ingannevole presentato proprio dal Movimento Difesa del Cittadino e
da Adiconsum – degli spot di Mediaset e del Consorzio per lo sviluppo del
digitare terrestre (DGTVi), anche la Commissione UE si sta interessando alla
vicenda ed in particolare sulla legittimità dei poderosi aiuti di stato italiani
per la vendita dei decoder (110 milioni di euro solo per il 2005).
Il Commissario europeo per la Società dell’Informazione ed i Mezzi di
Comunicazione, Viviane Reding, avrebbe già chiesto chiarimento al Ministro
Gasparri.
Il Movimento Difesa del Cittadino spera che un intervento della Unione serva a
chiarire tutti gli aspetti poco chiari legati allo sperperio di soldi pubblici
per i decoder il cui costo è calato nel giro di un anno da 120 euro a 70 euro,
chissà perchè proprio quello del contributo statale.
[fonte: trend-online.it]