4 Aprile
In un quadro di crescita modesta dell’It, l’Adsl europeo, e soprattutto italiano, mette a segno crescite entusiasmanti.Fino a proporsi come la locomotiva che potrà fare superare all’Italia il momento difficile
Qualsiasi ripresa del mercato Ict non può
prescindere dalla banda larga, ormai diventata il vero motore del nostro
settore.
Questo è quanto sembrano indicare i dati del rapporto Eito 2005; in un contesto
generale di crescita non entusiasmante (per l’Europa si parla di performance
intorno al 3,8 per cento), l’Adsl mette a segno crescite esaltanti, anche - e
soprattutto - nel nostro Paese. Solo due anni fa in Italia c’erano due milioni e
mezzo di connessioni, per la fine dell’anno saranno 6,2 milioni in un trend che
non accenna a rallentare; 8,1 milioni nel 2006, 9,5 milioni nel 2007.
Gli utenti finali, che siano famiglie o aziende, si rendono conto che la banda
larga è irrinunciabile, nonostante i costi italiani siano più alti che in molti
Paesi europei; così oggi siamo terzi nel continente per Adsl, alle spalle di
Germania e Francia. Anzi, Eito scommette sul fatto che entro l’anno sorpasseremo
i cugini d’Oltralpe, ponendoci al secondo posto dopo la Germania.
Il che ci rende primi della classe in Europa per la crescita del comparto
telecomunicazioni: quest’anno metteremo a segno un +4,4 per cento, mentre il
resto del continente si fermerà al 3,3 per cento.
Il festino a banda larga non riguarda solo i fornitori di contenuti, ma l’intera
industria Ict; la nostra è un’epoca di convergenze, ed è proprio il broadband ad
abilitare le sinergie tra le reti di telecomunicazione, wireless, satellite e
televisione digitale terrestre.
Insomma, lo scenario classico dell’accesso ai servizi «any content, anytime,
anywhere, any platform». I carrier stanno facendo la loro parte, come si vede
negli altri articoli di questo servizio, cablando il Paese e preparando un
ecosistema fatto di reti veloci, prezzi in discesa e servizi appetibili ai
consumatori.
Il settore pubblico lavora per limitare i disagi del «digital divide», portando
le infrastrutture di banda larga negli angoli del Paese meno attraenti per gli
investimenti dei big delle Tlc, Telecom Italia in testa.
Resta da vedere se anche il resto dell’hi-tech italiano raccoglierà per tempo la
sfida, impegnandosi nella creazione di servizi che beneficiano di tutto questo
ben di Dio di infrastrutture che abbiamo già o che avremo nei prossimi mesi.
Bisognerà agire in fretta, dal momento che «il mercato Ict sta entrando in una
nuova fase di sviluppo trainata da banda larga, comunicazione mobile, nuovi
contenuti digitali e software innovativo», per usare le parole di Bruno
Lamborghini, il presidente di Eito.
«Il nuovo scenario digitale apre opportunità che partono dalla straordinaria
diffusione di accessi a banda larga, dalla elevatissima penetrazione cellulare,
dagli sviluppi della Tv digitale, dalla leadership tecnologica nei terminali e
nelle reti innovative orientate verso lo standard Ip».
[fonte: weekit.it]