Paolo Gentiloni, Ministro
per le Comunicazioni, lancia messaggi che hanno il chiaro intento di riportare
il suo DDL nel calendario dei lavori parlamentari dopo l’esclusione annunciata
ad inizio mese.
Per la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo arriverà la sentenza della
Corte di giustizia Ue sul ricorso di Europa 7 e sarà indirizzata al Consiglio di
StatoIl senso delle sue dichiarazioni è chiaro: se non ci muoviamo rischiamo di
trovarci il “problema” risolto della Corte di Giustizia Europea, con tutte le
spiacevoli conseguenze in termini di perdita di credibilità (ne avremo ancora
una?) e della salatissima multa che l’UE può comminare ai paesi inadempienti
alle sue direttive. Per fare spazio ad Europa 7, legittima vincitrice dalla
Concessione Governativa per trasmettere in analogico dal lontano 1999, Rete 4
dovrebbe finire sul Satellite o sul DTT, ma a distanza di 10 anni (il bando di
gara risale addirittura a due anni prima) e dopo 2 sentenze della Corte
Costituzionale la situazione non si è ancora sbloccata.
Lo spiraglio offerto finalmente dalla Legge Gentiloni si è però richiuso
all’annuncio del calendario dei lavori parlamentari fino alla fine dell’anno,
calendario che non prevede il famigerato “DDL 1825“.
Gentiloni ribadisce: Probabilmente, se la linea seguita dalla Corte sarà quella
proposta dall’accusa la Corte si troverebbe nuovamente nella situazione di dover
deliberare. Mi auguro che noi, per via legislativa riusciremo a dare una
soluzione al problema. Nel ddl 1825 infatti viene stabilita tra i diritti
esistenti nell’assegnazione delle frequenze che si liberano nello spostamento
dall’analogico al digitale delle reti eccedenti, una sorta di gerarchia e che
debbano andare a certi soggetti, tra i quali appunto Europa 7. Fare leva sul
buonsenso servirà a qualcosa? La situazione del governo e degli equilibri
interni di una maggioranza sempre più sull’orlo del baratro sembrano suggerire
che non sarà così.
fonte[www.tvblog.it]