La FIFA Club World Cup
2007, più conosciuta come Coppa Intercontinentale, si giocherà in Giappone a
Dicembre e vedrà impegnato il Milan, vincitore dell'ultima UEFA Champions League.
Pur essendo questa competizione un vero e proprio mondiale per club, nel nostro
paese sarà obbligatoriamente un evento per pochi. Mediaset ha infatti deciso di
trasmettere l'evento sulla piattaforma digitale Mediaset Premium, i cui
ripetitori non coprono ancora tutto il territorio. La decisione ha
inevitabilmente sollevato molta irritazione tra gli appassionati non raggiunti
dal digitale terrestre e che si vedono privati dell'evento. Anche perché
Mediaset ha acquisito l'esclusiva totale dell'evento, cioè digitale terrestre e
satellitare, senza sublicenziare le partite ad altri, a differenza di quanto
avviene nel Campionato Italiano di calcio. Sul profilo legale e commerciale, con
le leggi e i regolamenti attualmente in vigore, non essendo partite del
campionato italiano, a Mediaset, come a chiunque altro, è consentito di
partecipare ad un asta e a prendersi i diritti per tutte le piattaforme.
Il campionato italiano, al contrario, ha regole precise grazie all'intervento
dell'Antitrust, che sulla materia era già intervenuta a suo tempo. Il risultato
è a disposizione di tutti, tutte le piattaforme trasmettono tutte le partite,
consentendo al consumatore di poter scegliere liberamente (copertura
permettendo). La FIFA Club World Cup però non rientra tra i contenuti
"sensibili" e il comportamento di Mediaset, formalmente, è legittimo. Va
comunque rilevata una disparità di condizioni tra i fornitori di contenuti Pay
del nostro mercato: Sky è obbligato da precise norme Antitrust, nate ai tempi
della fusione Stream - Tele+, a cedere i diritti per i sistemi su cui non opera.
Tutti gli altri, al contrario, possono decidere liberamente se sublicenziarli o
blindarli, e Mediaset ha deciso per la blindatura. Una blindatura che alla fine
va a scapito dell'utente finale non raggiunto dal digitale terrestre e che ora,
per seguire i propri beniamini, dovrà mettersi in viaggio fino al primo decoder
abilitato. La parola ora all'Antitrust.
fonte[www.opinione.it]