Due
delle tre reti televisive locali della
Valle d’Aosta che avevano adottato la sperimentazione del digitale terrestre 24
ore su 24 da circa un anno, tornano a trasmettere in modalità analogica.
«Ci ritroviamo con un Ministero delle Comunicazioni che spinge e finanzia la
sperimentazione digitale in aree definite all-digital come la Valle d’Aosta e la
Sardegna ma poi, attraverso i propri organi periferici, costringe gli operatori
locali a lavorare secondo l’interpretazione di una legge scritta esclusivamente
per l’emissione analogica e che di fatto ne impedisce lo sviluppo e la
sperimentazione stessa» spiega Mauro Pagliero, amministratore delle emittenti.
L'editore commenta, sottolineando che le aziende che hanno investito centinaia
di migliaia di euro in questa tecnologia non vengono tutelate, ma vengono
considerate come abusive.
«In una tale situazione tanto vale gettare la spugna e limitare i danni; per le
nostre emittenti attendere tempi migliori, (oggi la legge nazionale prevede il
2012), sarà indubbiamente un risparmio economico, ci eviterà ulteriori
umiliazioni per il lavoro sprecato e per la scarsa considerazione ottenuta;
peccato che a venire penalizzato sarà l’utente che, già disorientato dai
problemi riscontrati in buona parte dei decoder con software obsoleti, si vedrà
scomparire i 13 canali sino a ieri trasmessi», aggiunge Pagliero.
Per il momento, solo la terza emittente valdostana, Studionord, proseguirà le
proprie trasmissioni in digitale.
fonte[lastampa.it]