Polemiche sul DTT da edtori e rivenditori.
Al digitale terrestre Mauro Pagliero,
amministratore di Rete St-Vincent ed E21 Network, non ci crede più e ritorna in
modalità analogica. Dopo un anno di programmazione su digitale terrestre due
delle tre emittenti televisive regionali abbandonano la sperimentazione.
Studionord, invece, che sperimenta la trasmissione in diretta televisiva delle
sedute del Consiglio regionale e che fa capo alla Sediv Spa, proseguirà le
trasmissioni in digitale rinunciando, comunque, ad ulteriori investimenti. Un
“j'accuse” quello dell'editore Mauro Pagliero che mette in evidenza tutta
l'incertezza che ancora regna nella sperimentazione del digitale e che guarda
con il binocolo un futuro “all digital”.
"In una tale situazione tanto vale gettare la spugna e limitare i danni” spiega
Pagliero che ha deciso di attendere tempi migliori. Tale scelta per l'editore
che si dice amareggiato per il lavoro sprecato e per la scarsa considerazione
ottenuta, penalizzerà comunque l'utente “che, già disorientato dai problemi
riscontrati in buona parte dei decoder con software obsoleti, si vedrà
scomparire i 13 canali sino a ieri trasmessi".
L'editore di Rete St Vincent e E21 network, emittenti in digitale dalla data
dello “swich off” del 16 aprile scorso, non la manda a dire al Ministero delle
Comunicazioni che spingerebbe e finanzierebbe la sperimentazione digitale in
Valle d'Aosta e Sardegna ma poi, “attraverso i propri organi periferici,
costringerebbe gli operatori locali a lavorare secondo l'interpretazione di una
legge scritta esclusivamente per l'emissione analogica e che di fatto ne
impedisce lo sviluppo e la sperimentazione stessa”.
Pagliero rincara la dose evidenziando che chi ha creduto nella tv digitale
terrestre ”investendo centinaia di migliaia di euro senza trarne alcun vantaggio
economico non viene tutelato, anzi, viene considerato e punito come un abusivo
da quelle persone che nell'amministrarci purtroppo ignorano gli indispensabili
fondamenti tecnici connessi ai reali vantaggi che tecnologia digitale terrestre
può offrire“. E aggiunge: "Non basta riempirsi la bocca con la definizione di
regione 'all digital' senza però conoscere il significato tecnico della parola
stessa".
"Non bastano assessori preparati e volenterosi - conclude Pagliero - se poi
tutto ciò viene censurato e pubblicizzato negativamente, anziché apprezzato e
difeso, anche da alcuni soggetti che rappresentano l'Amministrazione Regionale
stessa". La polemica su DTT non arriva però solo dall'editore. Diversi operatori
economici e rivenditori di decoder del capoluogo regionale lamentano da mesi il
mancato introito della quota ministeriale di 70 euro. Si parla di crediti che
toccano anche i 30 mila euro e che cominciano a pesare nelle casse di alcuni
operatori. I problemi avanzati dai rivenditori riguardano anche alcune lamentele
raccolta dagli utenti e relative alle informazioni poco chiare che ricevono
chiamando al numero verde.
fonte[www.piupress.it]