Cambiano i ministri,
cambiano i governi, cambiano le tecnologie di trasmissione ma i cartelli sono
sempre là. Da quattro anno. Ne abbiamo già parlato (nel 2006 e ancora prima nel
2005), ma la storia dei cartelloni pubblicitari sembra che debba diventare un
nostro appuntamento annuale. E non ce ne stancheremo fino a quando non saremo
riusciti a sapere quanto è costata e chi è il responsabile di questa ignobile
operazione.
Riepiloghiamo per chi si è perso le precedenti puntate. Nel 2004, mentre infuria
la polemica sulla legge Gasparri che riforma il panorama televisivo e offre agli
italiani incentivi per acquistare i decoder, il Ministero delle Comunicazioni
(del governo Berlusconi) lancia una massiccia campagna affissioni per promuovere
il passaggio al digitale terrestre.
Invece che utilizzare gli spazi già disponibili vengono impiantati, nella
provincia italiana, migliaia di nuovi cartelloni pubblicitari ad hoc.
Il tempo passa, ma nessuno rimuove gli impianti pubblicitari. Intemperie e la
naturale decomposizione dei pigmenti ha trasformato oggi l'entusiasta campagna
del digitale terrestre in una sorta di ectoplasma grafico del quale si
intravedono ormai a malapena solo alcuni contorni.
Alla beffa di una campagna pagata con i soldi pubblici per promuovere l'offerta
di servizi privati (le televisioni) si aggiunge dunque il danno arrecato
all'ambiente e alla vista dall'ingente numero di pannelli abbandonati a sé
stessi nelle strade d'Italia (provate a fare un giro di qualche chilometro nelle
campagne, in qualunque parte della penisola vi troviate, e diteci quanti
cartelloni vedete!).
Abbiamo provato diverse volte (a febbraio e ancora ad aprile) a chiedere
informazioni al Ministero delle Comunicazioni firmatario della campagna, per
capire se e quando qualcuno provvederà mai a rimuovere questi inutili pannelli,
ma la risposta dell'apposito URP, laconica come il solito muro di gomma
istituzionale, è stata:
"Le comunichiamo che la Sua e-mail, e' stata inoltrata al competente Ufficio
Stampa che dovrebbe aver seguito la campagna in oggetto. Non appena in possesso
della risposta sara' nostra cura fornirLe il dovuto riscontro."
È necessario aggiungere che naturalmente non abbiamo ricevuto nessuna ulteriore
comunicazione?
Ci piacerebbe sapere cosa intende fare (se intende fare qualcosa) il Ministero
delle Comunicazioni e anche, a questo punto, il Ministero dell'Ambiente per
porre termine finalmente a questa indecorosa situazione.
fonte[www.articolo21.info]
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