Ecco che cosa prevede la Finanziaria in tema radiotelevisivo. Un approfondimento sul tema dei ‘televisori integrati’ e delle relative detrazioni. Intanto la legge Gentiloni è bloccata alla Camera, fino al 2008…

Vediamo cosa scrive la Frt su ‘Radio&Tv Notizie’:

«Il disegno di legge Finanziaria 2008 e il relativo decreto legge collegato (già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), il cui iter di approvazione si è già avviato al Senato, contengono una serie di disposizioni sul comparto radiotelevisivo riferite, in particolare, al contributo in favore delle emittenti locali, alle provvidenze per l’editoria, al digitale terrestre, ai televisori integrati e agli obblighi di investimento in produzioni cinematografiche.
Contributi alle tv locali - Il finanziamento ex L. 448/98 alle emittenti televisive locali è incrementato di 10 milioni di euro per il 2008, per un ammontare complessivo che passa pertanto da 143 a 153 milioni di euro (131,5 spettanti alle Tv locali e 21,5 alle Radio locali). Si tratta di un segnale di attenzione importante per garantire l’informazione sul territorio in un momento di evidente difficoltà per il settore più debole dell’emittenza radiotelevisiva.

Digitale terrestre - Sul digitale terrestre spicca in primo luogo lo spostamento del termine per la diffusione televisiva terrestre solo in tecnica digitale dal 2008 al 2012. Un rinvio secco, senza prevedere un piano di progressiva digitalizzazione per aree geografiche che, in un primo tempo, sembrava aver trovato il consenso del Ministro delle comunicazioni. Viene poi incrementato di 20 milioni di euro il fondo per lo sviluppo della nuova tecnologia, che passa così complessivamente a 60 milioni. È auspicabile che di tali risorse possano beneficiarne equamente tutte le componenti del sistema e non prevalentemente, come è avvenuto per il 2007, la Rai (ma questa potrebbe essere invece, anche stavolta, l’intenzione del Ministero; Ndr.).

Televisori integrati - Sono previste una serie di disposizioni per portare progressivamente, in un anno e mezzo, imprese produttrici e distributori a commercializzare esclusivamente televisori integrati con un sintonizzatore digitale. Non è stata però rinnovata la detrazione fiscale di 200 euro per l’acquisto di tali apparecchi, il cui regolamento per l’anno 2007 è stato recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e le cui limitative e macchinose modalità di attuazione stanno creando non poche polemiche, soprattutto da parte dei rivenditori.

Opere europee - La norma di destinare il 20% (per la Rai) e il 10% (per le Tv nazionali) dei propri introiti netti annui e del tempo di diffusione, in particolare nelle ore di maggiore ascolto, alle opere di produzione europea si estende ai fornitori di programmi a pagamento anche codificati, con una sottoquota rispettivamente del 20% e del 30 o 35% (se in pay) da riservare obbligatoriamente alle opere cinematografiche italiane. Si tratta di una norma certamente da ridefinire (e molto contestata da Sky; Ndr.) per attenuare, anche a livello operativo, gli onerosi impegni gravanti sulle emittenti. Da rilevare che resta pienamente in vigore la deroga in base alla quale tali disposizioni non si appliaano alle emittenti e ai fornitori di contenuti in ambito locale.

Una misura di semplificazione e di razionalizzazione delle provvidenze per l’editoria da sempre richiesta dalla FRT è stata (poi) finalmente inserita nel decreto legge collegato alla finanziaria. Si tratta delle “compensazioni finanziarie derivanti dalle riduzioni tariffarie applicate” alle utenze elettriche, telefoniche e per i collegamenti di telecomunicazioni, che, come già avviene per la stampa, verranno rimborsate direttamente anche alle Tv locali e alle Radio “nella misura del 40% dell’importo totale delle bollette, al netto dell’IVA”.
Se da una parte vi è una riduzione dal 50% al 40% della percentuale di spettanza (e ciò non è positivo e si dovrà cercare di ritornare all’originaria previsione), di contro la riduzione applicata alla fonte garantisce un introito immediato che elimina i lunghi tempi e le complicate e onerose procedure di riscossione cui sono oggi costrette le emittenti. Un beneficio e un risparmio di costi sensibile, di cui finirà per giovarsi anche la stessa Amministrazione.
Le modalità applicative di tale norma e la documentazione da presentare verranno definite in un apposito decreto della Presidenza del Consiglio, avente natura non regolamentare (e ciò dovrebbe consentire un notevole abbreviamento dei tempi di emanazione).
Tra le altre norme sull’editoria si segnalano l’applicazione della riduzione proporzionale su tutti gli aventi diritto (compresi i giornali) in caso di insufficienza dei fondi, per i quali viene comunque autorizzata una spesa aggiuntiva di 50 milioni, una riduzione del 7% sui contributi 2007 e 2008 (operante però solo sui giornali e le emittenti organi di partiti politici) e una serie di disposizioni volte ad accelerare i tempi per la regolarizzazione o l’integrazione della documentazione inviata».

Ma torniamo sul tema dei televisori integrati e vediamo una nota esplicativa di www.key4biz.it:

«Sconto fiscale del 20% per acquistare apparecchi televisivi con sintetizzatore digitale integrato. È quanto annunciato nel corso di una conferenza stampa dal Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che così intende accelerare il passaggio al digitale terrestre.
Lo switch-off, con definitivo abbandono del sistema di trasmissione analogico, è fiqsato al 2012 in linea con quanto stabilito dalla Ue.
“La norma - ha spiegato il Ministro - era contenuta nella Finanziaria 2007, a luglio ha ricevuto il via libera dall’Unione Europea e il 22 settembre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale”. Lo sconto si applicherà agli acquisti effettuati nel corso di tutto il 2007, fino a un valore massimo di 1.000 euro.
Lo sconto, ha detto ancora Gentiloni, vale solo per l'acquisto di televisori, decoder e videoregistratori, contenuti in un elenco fornito dal ministero delle telecomunicazioni, e che rispondano al “principio della neutralità tecnologica”, come voluto dalla Ue.
Per ottenere la detrazione bisognerà, inoltre, dimostrare d’essere in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai, allegando alla dichiarazione dei redditi lo scontrino fiscale dell'acquisto effettuato e il bollettino di pagamento del canone.
A proposito di “parco Tv”, Gentiloni ha spiegato che ogni anno in Italia si vendono poco più di 5 milioni di apparecchi, “…il che dice quanto importante sia il turn-over di apparecchi dovuto al progresso tecnologico”.
Circa il 45% di questi 5 milioni e passa di vendite avviene nell'ultimo trimestre dell'anno, per un mix di tradizione (le festività natalizie) e di maggiore disponibilità economica (la tredicesima mensilità). Proprio questo aspetto evidenzia, ha detto Gentiloni, “l'importanza della comunicazione all'esterno da parte del ministero”.
Lo sconto fiscale incentiva poi una tendenza esistente: quella della rapida espansione del mercato dei televisori integrato da sintetizzatore digitale. E si può quindi dire che rispetto ai 200mila apparecchi di questo tipo venduti nel 2006 si passerà al 1,2 milione di quest'anno.
“La tendenza è dunque chiaramente di crescita e a favore della scelta digitale” - ha commentato Gentiloni. Tendenza che può essere “uno dei motori del processo di transizione dall'analogico al digitale”.
E allora ecco spiegata la misura inserita nel decreto che accompagna questa volta la Finanziaria 2008 e che stabilisce “un ultimo termine” per la commercializzazione di apparecchi Tv analogici: giugno 2009. Una misura che anzi ne fissa tre di scadenze-chiave: in primo luogo entro maggio 2008 occorrerà che gli apparecchi a tecnologia analogica siano muniti di una particolare etichetta che precisa la non abilitazione alla ricezione di trasmissioni in digitale; poi a fine 2008 i produttori cessano di rifornire i distributori di apparecchi analogici; infine il termine ultimo, per l'appunto giugno 2009, per la commercializzazione di apparecchi analogici, sapendo che di lì a qualche anno quell'apparecchio si spegnerà perché subentrerà definitivamente il digitale terrestre.
Un percorso “impegnativo” l'ha definito Gentiloni, perché presupporrà la collaborazione di più realtà: istituzioni, editori televisivi, produttori e altre imprese del settore. E bisognerà peraltro pensare a misure di sostegno per smaltire quegli apparecchi in magazzino ormai inutilizzabili.Quanto al fatto che lo sconto fiscale per l'acquisto di Tv a tecnologia digitale sia limitato al solo 2007, Gentiloni ha riconosciuto che “…problemi di copertura hanno impedito di prevedere da subito misure analoghe per il 2008 e metà 2009”, ma al tempo stesso la scelta del 2007 si spiega con il fatto che “sia già sufficiente a dare una spinta corposa alla sostituzione di apparecchi Tv”. Certo, “non mi sarebbe dispiaciuto inserire la misura anche per gli anni successivi, ma sapete bene che le Finanziarie sono frutto di calcoli complicati”».

E infine il rinvio al 2008 della ‘Legge Gentiloni’ che ha fatto sensazione:

«Intanto le Commissioni Cultura e Trasporti della Camera hanno approvato l'articolo 5 del Ddl Gentiloni sulle nuove sanzioni per chi viola le regole nel settore Tv. Molto probabilmente martedì (domani; Ndr.), la Commissione esaminerà l'articolo 6 del provvedimento e licenzierà definitivamente il testo.
A quel punto, però, il Ddl si bloccherà, perché il calendario dell'Aula di Montecitorio, non prevede l'esame nell'ultimo trimestre dell'anno. Una decisione presa la scorsa settimana dalla Conferenza dei capigruppo, che oggi in Commissione è stata fortemente criticata.
I presidenti delle due Commissioni, che sono anche i relatori del provvedimento, Pietro Folena e Michele Meta, hanno sottolineato che la scorsa settimana erano pronti alle dimissioni da relatori a fronte della decisione dell'Assemblea.
“Siamo rimasti - ha spiegato Folena - solo per permettere alle Commissioni di terminare il loro lavoro, anche alla luce della procedura di infrazione che la Ue ha aperto nei confronti dell'Italia e che rischia di costare multe salate al nostro Paese. Una volta che le Commissioni avranno terminato il loro lavoro, sarà compito della capigruppo rivedere la situazione che si è venuta a creare, e noi solleciteremo in tal senso il presidente Bertinotti. Certo è necessario che all'interno della maggioranza ci sia unità di intenti per affrontare un problema così delicato e importante, altrimenti l'esame del Ddl, slitterà sine die”.
Da parte sua il sottosegretario alle Comunicazioni, Luigi Vimercati , ha ribadito “la delusione del ministero” per la decisione della capigruppo anche alla luce della procedura Ue. L'auspicio è che ci sia un ripensamento da parte dell'assemblea e che “il Ddl una volta varato dalle Commissioni possa essere esaminato in tempi brevi dall'Aula”».

fonte [millecanali.it]